RSPI – Russia

Cari Lettori,

volendo spiegare brevemente le ragioni per cui ho voluto fortemente questo fascicolo 2014/4 della Rivista di Studi Politici Internazionali incentrato sulla Russia, devo accennare al fatto che fin dal 2006, quando la Rivista passò dalle mani del suo direttore storico Giuseppe Vedovato alle mie, pensai alla necessità di aprire una finestra sulla Russia, così poco e male conosciuta in Occidente dopo tanti decenni di separatezza e di contrasto ideologico.

Molti sono gli articoli che, dal 2007 ad oggi, la Rivista ha pubblicato su questioni riguardanti la Russia. Sono firmati da autori italiani e russi per lo più, ma non solo. La mia collega, Prof. Tatiana Zonova, grande amica dell’Italia, ha molto contribuito a questa apertura.

Era naturale che, apertasi la crisi ucraina, cercassi di focalizzare l’attenzione della Rivista non sulla crisi in sé ma su alcune delle problematiche che hanno contribuito a produrla.

Ecco, quindi, che il fascicolo si apre con un articolo dell’Amb. Sandro De Bernardin sullo stato di attuazione della politica estera europea, che non è estraneo al tema. Altri contributi, di autorevoli autori russi, riguardano le linee di sviluppo della politica estera della Federazione Russa con particolare riferimento all’UE e agli Stati Uniti. Altri ancora trattano dell’Unione economica eurasiatica, del progetto e della sua messa in opera, nonché dell’accoglienza che ha ricevuto nella pubblicistica anglosassone. Da ultimo un ricercatore italiano che lavora nell’Università di Lovanio presenta un ampio saggio sulle premesse storiche e le linee di tendenza della politica polacca verso l’Ucraina, che aiuta a comprendere il protagonismo della Polonia in questa crisi.

La crisi ucraina è un evento particolarmente grave, oltre che per l’Ucraina, per l’UE, la cui immagine di weaver of peace è stata compromessa non solo all’esterno, ma anche agli occhi dei suoi cittadini, e per la Russia le cui relazioni con l’Occidente, di importanza cruciale per un rapido percorso verso la modernizzazione, sono state fortemente danneggiate. C’è preoccupazione circa la fragilità di Minsk 2 e, cosa più importante, circa l’affidabilità dell’architettura della sicurezza europea che ha bisogno di essere riassestata seriamente.

Benché l’attenzione dell’Italia sia accaparrata anche da altri versanti di crisi, non deve essere distolta dall’Ucraina e da Mosca. Non è nelle sanzioni che si trova la chiave di uscita dalla crisi ucraina, ma nella ripresa di un dialogo costruttivo tous azimuts con la Russia al fine di realizzare una rinnovata e rafforzata partnership strategica UE-Russia che faccia pendant con quella atlantica. Senza questa partnership strategica UE-Russia, l’UE non potrebbe mai essere veramente un attore globale, e la dimensione occidentale della Russia, alla quale la più avvertita parte della sua popolazione non vuole rinunciare, risulterebbe compromessa.

Buona lettura!

Il Direttore

Maria Grazia Melchionni